La Rocca di Predappio

La Rocca di Predappio Alta è piccola, ma si è rivelata inespugnabile. Sorta intorno al IX-X secolo, ad opera di feudatari locali – come altri castelli dei dintorni, ad esempio, Rocca delle Caminate e Rocca d’Elmici – nel 909 apparteneva alla nobile famiglia forlivese dei Calboli, che la dotarono di struttura difensiva. Nel 1471 Pino Ordelaffi la ampliò e fortificò rendendola balaurdo imprendibile. E infatti, nel corso dei secoli nessun nemico è riuscito a conquistarla, e anche per questo è riuscita a conservare quasi intatta la sua fisionomia. Sicuramente ha contribuito anche la posizione elevata e difficile da raggiungere, su una vetta rocciosa fatta di puddinga, un conglomerato naturale di ciottoli e cemento siliceo calcareo, che deve il suo nome proprio al ‘pudding’ inglese. I romagnoli la chiamano più sbrigativamente ‘prè’ (pietra) e proprio da qui deriva il nome di Predappio.

Protetta da un’imponente cinta muraria e dotata di imponenti torrioni circolari, ma priva di merlatura (che però appariva nei disegni antichi), la fortezza domina il piccolo borgo di Predappio Alta. è aperta al pubblico solo in occasione di eventi particolari, ma vale la pena visitarla. Si entra al suo interno da una piccola porta d’ingresso, che probabilmente nel passato era preceduta da un ponte levatoio. Pochi dei locali interni sono visitabili, ma vale la pena vedere il piccolo giardino, dove durante l’estate si svolgono concerti e spettacoli. Guardandosi intorno si può osservare come la struttura sia interamente integrata nella roccia del basamento, tanto che in diversi punti sostituisce la costruzione. Da un balconcino panoramico, invece, si può ammirare la sottostante valle.

Una serie di scalette di legno si inerpica lungo il triplice terrazzamento e permette di raggiungere il camminamento di ronda, che corre fra il primo e il secondo torrione. Su di esso è stato ricavato un altro terrazzo panoramico che si affaccia sulla piazza del paese.